Sentimenti

Eleganza: come trattare gli altri (al lavoro)

Se anche voi come me siete curiosi quando sentite parlare di eleganza, avrete forse notato che praticamente tutto il materiale che si trova sui social tratta del tema in un modo in qualche modo superficiale. Non nel senso che ne sottostimino l’importanza, ma proprio perché ne parlano restando sulla “fredda” superficie: aspetto estetico, regole del galateo…

Cose importanti certo, ma tutti in fondo sappiamo che la vera eleganza si manifesta nel modo in cui trattiamo gli altri. E siamo anche consapevoli che questo tipo di eleganza è quella più difficile da mettere in pratica, anche solo per via dello stress della nostra società, che non ci lascia il tempo e l’energia mentale per mettere a frutto le nostre buone intenzioni.

Per questo ho provato a creare un elenco di comportamenti eleganti da tenere a mente per renderci più facile il compito di essere eleganti a tutto tondo.

Personalmente, sono rimasta sempre piuttosto colpita dalle varie “regole” per presentare le persone fra loro che si trovano sui vari galatei. Partendo da questa osservazione, noto che il principale ostacolo per trattare bene (in modo elegante) gli altri dipende dal ruolo che abbiamo gli uni rispetto agli altri. Gli esempi più semplici sono gli ambienti lavorativi altamente gerarchici, ma delle chiare differenze possiamo trovarle (ebbene sì, anche al giorno d’oggi) anche in alcuni contesti familiari, nella cerchia sociale e in alcuni contesti di rapporto cliente-personale.

In una situazione di gerarchia/disparità, con chi è più difficile rapportarsi in modo adeguato? In realtà sono due: con i propri superiori e con i propri sottoposti. Ma attenzione, come tutti sanno mentre chi è a un livello superiore ha molte “armi” a suo vantaggio, risulta inscusabile comportarsi male nei confronti di chi ne ha meno di noi.

PS: questo mi ricorda un bel passaggio nel libro Emma di Jane Austen, quando la protagonista viene giustamente ammonita per il modo in cui aveva trattato in pubblico (“in società”) un’altra donna con meno possibilità di lei.

E se pensate che l’eleganza in alcuni contesti non dovrebbe avere alcun peso e sia una perdita di tempo, ricordatevi che seguire queste massime (come in generale le regole delle buone maniere) permetteranno delle migliori relazioni interpersonali (e i vantaggi sono ben noti a tutti).

Ma vediamole dunque.

NB: l’argomento è talmente vasto che se ne può discorrere in tante tantissime pagine, il che però renderebbe l’elenco meno utile e assai noioso. Ho deciso quindi che in questo post mi concentrerò sul mondo del lavoro (in particolare sul rapporto superiore gerarchico-sottoposto) parlando però di situazioni il più possibili generalizzabili. Lascio alla vostra intuizione di trovarne applicazione in altri contesti come scuola/università, vita familiare, cerchia sociale (che peraltro spero di trattare prossimamente).

Via con la lista, in ordine sparso.

1. Chiarire bene sin dall’inizio quali siano i ruoli di ciascuno e la cultura aziendale, per esempio: restare fino a tardi? fare da assistente personale e non solo segretariato? disponibilità per alcuni compiti/viaggi con scarso anticipo? (le urgenze e le eccezioni possono sempre capitare ma non si deve sfociare nell’abuso)

2. A meno che non si tratti di lavoro (o che sia parte di una cultura aziendale nota ed accettata), evitare di sfruttare il tempo libero altrui. Vale sia per le attività extralavorative che per lunghe/frequenti conversazioni non strettamente legate al lavoro che consumano il nostro tempo sul posto di lavoro. Tutti abbiamo bisogno di amici, ma l’amicizia è una cosa rara e non può essere forzata.

3. Evitare il più possibile le comunicazioni di lavoro tramite gruppi whatsapp attivi a tutte le ore.

4. Cercare il più possibile di trattare tutti allo stesso modo. Eccezioni ovvie sono i casi in cui i colleghi abbiano legami importanti (membri della famiglia, amici d’infanzia), ma per il resto evitare di fare favoritismi.

5. Quando possibile, risolvere i conflitti puntando sulla propria autorità (esperienza nel settore o nell’aziende, titoli acquisiti, prestigio nel proprio ambito professionale) piuttosto che sul proprio potere (si fa come dico io e basta).

6. Mai urlare. In caso di gravi errori cercare di non gestire la situazione in pubblico (evitando anche di raccontare l’episodio in seguito, per diletto). Mettere in imbarazzo qualcuno non è mai elegante.

7. Quando vengono fornite informazioni o vengono assegnati dei compiti sempre concludere con “ci sono domande?”. La persona elegante deve spiegarsi bene.

8. Ricordiamoci sempre di salutare e di informarci regolarmente su come “vanno le cose”. Ci interfacciamo con esseri umani che purtroppo possono dover affrontare dei periodi difficili nella vita (la perdita di un caro, un divorzio, dei problemi di salute, o anche un evento stressante come un trasloco o una causa). Questo modo di fare permetterà un approccio diretto a chi volesse far presente le proprie difficoltà. Il caso queste persone, in situazione di difficoltà, ci richiedano flessibilità, permessi o quant’altro, queste richieste andranno accordate al meglio. Non esiste eleganza senza umanità.

9. Evitiamo di porre domande inquisitorie sulla vita privata presente, passata e futura: non è corretto far sentire qualcuno in difetto se non vuole parlarne. Evitiamo come ormai tutti sanno i temi sensibili (politica, religione etc.): nessuno deve sentirsi costretto a mascherare le proprie opinioni per quieto vivere. Evitiamo anche questo genere di domande sui progetti lavorativi futuri. Se vogliamo cambiare posto di lavoro sono fatti nostri.

10. Quando si tratta di promozioni, bonus, premi o qualunque altra ricompensa chiarire bene su cosa ci si baserà e essere il più oggettivi/imparziali possibili (nessun favoritismo).

11. Siamo degli esseri umani e sappiamo tutti che la vita amorosa è una cosa importantissima, ma se non si tratta della vostra anima gemella cercate di essere il più possibile neutri al lavoro (vale sia per gli uomini che per le donne).

12. Evitare di ubriacarsi. Non è mai elegante.

Ecco questa era dunque la mia lista, che ne pensate?

PS: Come vi avevo detto si tratta di un argomento che mi appassiona e spero di parlarvene ancora. E poi, sull’eleganza nel trattare gli altri c’è ancora tantissimo da dire!

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